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Hai fatto l’amore con la mia anima e con il mio cuore.
Ho pianto di rabbia e di dolore e hai trasformato le mie lacrime in emozione e amore.
Dicono che amare significa dare a qualcuno il potere di ferirci confidando che non lo faccia… Mi hai ferita mille volte e mille volte hai ripreso la mia mano e mi hai salvata.
Per me amarti significa essere ancora qui e tendere la mano quando mi senti affondare, sapendo che tu ci sarai e la stringerai tra le tue evitando di farmi annegare.
Amarti significa non avere paura di sembrare ingenua e trovare ogni giorno la consapevolezza di aver fatto tutto ciò che potevo.
Saprò accettare le lacrime e il dolore, saprò incassare gli schiaffi e le verità che non mi piaceranno, ma non potrò più guardarmi allo specchio se un giorni mi renderò conto di avere un rimpianto che porta il tuo nome.
Continuo a credere nella purezza e nella sincerità del nostro non essere coppia, ricordalo in ogni istante.

Potevo passare la notte nel letto insieme a te.
Aspettavo questo momento da novembre.
Ho passato la notte in bagno a piangere, ascoltando il tuo russare e tremando con la terra.
C’è qualcosa che non va tra noi.
Tu non sei mio neanche quando la lasci a casa e porti via me.
Tu non sei mio, mai.
Io ti amo, sempre.

Più triste dello star male per qualcuno, c’è l’aver smesso di star male per quel qualcuno.

Spero con tutto il cuore di poter essere per sempre, non solo in un tatuaggio ma nella vita, in un qualsiasi ruolo tu vorrai assegnarmi.
Spero con tutto il cuore che vorrai essere per sempre, nel mio cuore e nella mia vita, in un qualsiasi ruolo tu vorrai interpretare.

Vorrei essere triste, di una tristezza che mi faccia mancare il respiro.
Vorrei riuscire a piangere per te e per come sono andate le cose, vorrei essere disperata per aver perso l’occasione di essere felice con un uomo per cui valeva la pena lottare.
Non lo sono.
Mi sento semplicemente terribilmente arrabbiata. Non sono nemmeno delusa, se lo fossi vorrebbe dire avere dei rimpianti che io oggi non ho.
Ho fatto tutto quello che potevo e ho fatto più di quello che avrei dovuto. Ho creduto ad ogni tua singola parola e ho creduto ad un noi che non è mai esistito. Almeno non nella realtà.
Dopo 8 mesi di serate trascorse a casa sapendoti tra le sue braccia, di sabati meravigliosi con te accanto e di domeniche tristissime con voi a condividere la quotidianità, quello che hai saputo fare è stato negarmi anche la possibilità di litigare e ascoltare cosa avevi da dire.
Aspettavo questo week end da Novembre e penso che se per te fosse stato uguale avresti potuto per una volta in vita tua essere meno rigido. E non vuol dire uscire a cena per tenermi la mano ma permettermi di vederti e ascoltare anche gli insulti perché una coppia questo avrebbe fatto. Mi avresti distrutta? Forse. Ma non credere che questo modo che hai scelto di affrontare la cosa mi stia distruggendo meno.
Sai cosa mi fa davvero incazzare?
Il modo in cui mi hai tagliata fuori da un lato e in cui mi hai detto che stai lasciando la porta socchiusa dall’altro. Cosa può esserci di socchiuso in due persone che non si confrontano?
Probabilmente per te è stato tutto dovuto. Probabilmente visto che eri fidanzato sin dall’inizio era dovuto il mio scegliere ogni giorno di rimanerti accanto lo stesso e di sopportare e di dimenticare tutte le lacrime per i nostri pochissimi sorrisi.
Per me no. Io pensavo di meritare qualcosa di più ed ero convinta che se ci fosse stata l’occasione tu saresti stato in grado di dimostrarmi che hai apprezzato tutte le pugnalate che ho superato per noi, tutti i momenti di solitudine e di dolore. Pensavo, erroneamente, di poter sbagliare. Pensavo che se il mio sbaglio fosse stato la conseguenza di una tua provocazione (perché dirmi seppur scherzando che l’avresti portata in camera è stata una provocazione) tu saresti stato in grado di comprendere il
Momento e di perdonarmi.
Ma tu sei troppo orgoglioso per poter passare sopra a chi ha osato metterti il telefono in faccia.
Tu punisci, metti in castigo con la solitudine come fai con i cani. Stai in isolamento e vediamo se capisci.
Ho capito, ma non di aver sbagliato.
Ho capito che quando dicevi di essere egoista avevi ragione. Ho capito che sei talmente insicuro da non poter dare a chi hai accanto la possibilità di spiegarti dove pensa tu abbia sbagliato… Perché tu non sbagli.
Ho capito che ho immaginato tutto. Ho capito che i messaggi che mo’ mandavi prima dell’intervento non avevano valore perché se non hai trovato nemmeno 5minuti per venire ad abbracciarmi evidentemente non ero nel tuo cuore come dicevi.
Ho capito che non siamo mai esistiti e non esisteremo mai.
Ho capito che mi manchi da morire ma che non voglio morire per te.
Ho capito che non mi meriti ed è questa la cosa che fa più male.

Amante

Se non hai le palle di mollare nemmeno l’amante, non sentirti così uomo!

Amante

Penso che se un uomo non ha tempo nemmeno per la fidanzata, dovrebbe evitare di farsi l’amante. E se fosse così fortunato da trovarne una che non rompe i coglioni, dovrebbe per lo meno evitare di farle promesse.

Arriva il momento in cui il passato, anche recente, non regge più come alibi e tu hai bisogno di rimetterti in gioco, con i tuoi numerosi coupon per vari trattamenti dall’estetista, con i vestitini nuovi che speri ti tolgano quattro o cinque anni, con i corteggiatori improbabili, con le amiche sposate che ti dicono vedrai vedrai, poi lo troverai (ancora) il vero amore. Che, poi, la singol over trenta spera sempre nei ritorni, sogna sempre il lieto fine e non arriva mai, mai, e quindi lei decide di occupare le attese e tesse e disfa la tela, come Penelope, ogni sera, con il gatto, con la tazza di tè, con un libro, con gli uomini di passaggio, che dopo i trenta non conti nemmeno più, come facevi a vent’anni che annotavi le tue conquiste e dicevi dai, tutto sommato sono una che ha vissuto e poi facevi i confronti con le amiche e ti dicevi quanti uomini devo aver avuto per essere una che si è divertita? Venti? Trenta? Cinquanta? Ottanta? Dopo i trenta, se sei singol, perdi il conto o lo azzeri, diventi selettiva o bulimica, prendi solo il meglio o solo il peggio, non racconti più a nessuno le tue avventure, non sperimenti nemmeno tanto, hai solo voglia di una discreta qualità, di un’ottima igiene, della cena pagata, di riservatezza, di pochi, pochissimi, rompimenti di coglioni. Dopo i trenta, le singol comprano la macchina, perché hanno bisogno di andare all’Ikea e il fidanzato sherpa non c’è più e gli amici di letto si dileguano, quando è ora di caricare sulla Panda l’ennesima Billy. Poi arredano casa con precisione e sciatteria insieme, puliscono freneticamente, ma solo quando hanno voglia, non cucinano più, e se cucinano lo fanno per trenta, quaranta persone e poi congelano e bevono un bicchiere di vino ogni sera e poi chattano con le amiche, con gli amici e poi escono negli orari più assurdi e smettono per sempre di dare consigli sentimentali e alcune leggono gli oroscopi, altre bevono troppo oppure smettono di mangiare carboidrati e poi gli amici in coppia le invitano a cena perché hanno “qualcuno di perfetto da presentarti” ed è sempre qualcuno con cui non uscirebbero nemmeno se avessero battuto la testa, ripetutamente, contro lo spigolo della porta. Arriva quel momento in cui, dopo mesi tormentati, non sei più la ragazza disperata per la fine di un amore, ma sei semplicemente la ragazza single. Singol. Alcuni ti dicono di non avere fretta, altri ti dicono che è già troppo tardi. Tu non fai altro che imparare a stare bene con te stessa. Ti innamori dieci volte al giorno, non esci mai senza il tuo iPod, flirti in palestra, sul lavoro, al supermercato, sorridi perché hai scoperto che fa bene, impari a non lamentarti con i tuoi amanti, cambi taglio di capelli ogni due mesi, spendi tutti i tuoi risparmi in luce pulsata, ti accorgi che si può stare bene, basta non confondere i nomi degli amichetti. E finalmente hai un sacco di spazio in più per tutte le tue scarpe.

malafemmena » Metà mela #2 

oddio che bellissimo post

(via plettrude)

Verissimo!

Plett: ho come l'impressione che mi vogliano presentare qualcuno
AmicaChi: beh, dai bene, sarebbe anche l'ora no?
Plett: ma scherzi? si sta così bene attaccate al proprio amore infelice e non consumato...

…fa ridere credere che quelle due parole possano davvero definire quello che ho dentro…